Proteggere le vite, non i confini

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Di Anna Meli – Associazione COSPE
Arriva anche in Italia “SOS Mediterranée”, associazione umanitaria indipendente, per il soccorso in mare

Klaus Vogel è un capitano di marina tedesco che ha vissuto direttamente e attraverso il racconto di numerosi suoi colleghi che navigano le acque del Mediterraneo il dramma dei migranti naufraghi e vittime del mare. Chi va per mare da anni come Vogel sa che ogni comandante ha l’obbligo di prestare assistenza a coloro che si trovano in pericolo in mare, senza distinzioni relative alla loro nazionalità, allo status o alle circostanze nelle quali essi vengono trovati. Si tratta di una consuetudine marittima di vecchia data e di un obbligo contemplato dal diritto internazionale. Ma il capitano Vogel non voleva solo ottemperare ai suoi obblighi una volta che si fosse trovato di nuovo di fronte ad un barcone in avaria, ed ha deciso che era giunto il momento di collaborare ai salvataggi nel Mediterraneo.

L’associazione SOS Mediterranée è nata a Berlino nella primavera del 2015 ed è stata lanciata pubblicamente alla Haus der Kulturen der Welt (Casa della culture del mondo) il 9 maggio dello stesso anno. Ben presto le si è affiancata l’analoga associazione francese, guidata dallo stesso Klaus Vogel e da Sophie Beau e nel febbraio 2016 a Palermo è finalmente nata anche l’associazione italiana

L’iniziativa nasce dal basso, dall’idea “visionaria” del capitano tedesco e dalla mobilitazione di numerosi cittadini e attivisti europei che attraverso una prima campagna di crowd-funding, sono riusciti ad affittare l’Aquarius – una nave guardapesca di 77 metri che può ospitare fino a 500 persone – e avviare le operazioni di salvataggio salpando dal porto di Palermo il 26 febbraio.

SOS Mediterranée forma, insieme a MOAS (Migrant Offshore Aid Station), e alla nave di Medici Senza Frontiere, la flotta di navi private che affiancano le operazioni di salvataggio previste dal programma europeo Triton e opera in coordinamento con il Centro di Coordinamento di Salvataggio in Mare di Roma (MRCC).

A poco più di un mese dall’avvio delle operazioni SOS Mediterranée ha già salvato più di 500 persone, recuperando i naufraghi di imbarcazioni in difficoltà al largo delle coste libiche. Solo nel lungo fine settimana di Pasqua l’Aquarius ha supportato un’operazione di salvataggio di quattro imbarcazioni in pericolo. Ogni imbarcazione era occupata da circa 120 persone. La prima trasportava soprattutto persone francofone dell’Africa occidentale, mentre i passeggeri dell’ultima parlavano soprattutto inglese. Per lo più si trattava di uomini ma vi erano anche donne e bambini.

Le prime cure mediche a bordo sono prestate dal personale qualificato di Medecins du Monde che fornisce anche supporto psicologico per le numerose persone, stremate e sotto shock, che vengono soccorse.

Il capitano Vogel ha ribadito che l’ambizione di SOS Mediterranée non è semplicemente di collaborare alle operazioni di soccorso in corso, ma di diventare un’iniziativa stabile con una visione quindi di lungo periodo. Il modello di riferimento è la Deutsche Gesellschaft zur Rettung Schiffbrüchiger (Società Tedesca per il Salvataggio dei Naufraghi) nata 150 anni fa su iniziativa privata per far fronte ai continui naufragi nel Baltico e nel Mare del Nord, sovente di emigranti tedeschi diretti in America. L’associazione tedesca si finanzia autonomamente ed è ancora attiva.

COSPE è tra i soci fondatori di Sos Mediterranée Italia, che si è costituita il 19 febbraio a Palermo per svolgere un ruolo di punto di riferimento per l’associazionismo italiano e di sostegno a campagne di informazione e comunicazione.

SOS Mediterranée ha lanciato una campagna di raccolta fondi attraverso un crowd-funding, necessaria per proseguire e sostenere le operazioni di salvataggio durante i mesi primaverili ed estivi, durante i quali è atteso un intensificarsi degli arrivi via mare, specialmente adesso che la rotta balcanica è stata chiusa.

Ogni giorno in mare dell’Aquarius costa 11.000 euro che servono per pagare il noleggio della nave, il suo equipaggio, il carburante e l’insieme delle attrezzature necessarie per accogliere, nutrire e curare i rifugiati.

Di fronte ad uno scenario politico che vede l’Unione Europea incapace di dare risposte sensate e efficaci alla più grave crisi umanitaria degli ultimi anni, è oggi più che mai necessario ribadire la necessità di proteggere le persone non i confini.

Sostieni SOS Mediterranée e segui il diario di bordo su www.sosmediterranee.org

Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 24 di Maggio-Giugno 2016 Il Grande Esodo

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