PRIMO FORUM DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

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APPELLO ALLA PARTECIPAZIONE

ROMA, 10-11-12 MARZO 2006

Il FORUM DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

si terrà a Roma, il 10, 11 e 12 marzo 2006.

Il percorso che ci ha portato ad indire il 1° FORUM DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA è stato singolare. I comitati cittadini, civici, regionali hanno girato l’Italia. In cinque incontri nazionali (a Cecina, Firenze, Napoli, Roma e Pescara), assembleari e per gruppi di lavoro, ci siamo confrontati, scambiati idee ed esperienze, abbiamo parlato in un linguaggio di progettualità comune e definito insieme, dal basso, approfondimenti e obiettivi comuni.

Mantenendo intatto questo spirito vi invitiamo tutte e tutti a marzo a Roma!

L’acqua è fonte di vita. Senza acqua non c’è vita. L’acqua costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: dunque l’acqua non può essere di proprietà di nessuno, ma deve essere condivisa equamente da tutti. Il modello neoliberista ha prodotto una enorme disuguaglianza nell’accesso all’acqua, dovuta anche alle scelte politiche di Governi inefficaci e corrotti, e ne ha generato una sempre maggior scarsità a causa di modalità di produzione distruttive dell’ecosistema.

In tutto il mondo e in centinaia di territori italiani sono nati comitati civici, coordinamenti di associazioni e cittadini per battersi insieme contro le scelte delle istituzioni internazionali, governi nazionali e locali che in questi anni hanno tentato di imporre la logica che vuole il bene acqua ridotto a merce, snaturato, inquinato.

All’insegna dello scambio e del confronto continuo di saperi ed esperienze maturate collettivamente il Forum dei Movimenti per l’Acqua rappresenta il naturale salto di qualità e consapevolezza. Creare una strategia di difesa e di proposte per un governo pubblico dell’acqua che riunisca tutte le problematiche legate al bene acqua.

L’acqua à cultura: avvertiamo la necessità di riappropriarci del simbolismo storico e culturale dell’acqua, del rapporto privilegiato con i suoi corsi , le sue sorgenti, le sue molteplici forme.

L’acqua per sua natura necessita di una visione globale: solo attribuendo la giusta considerazione ai bacini idrogeologici possono essere avviate le politiche sociali ed individuali di utilizzo, le scelte urbanistiche ed edilizie nonché le scelte industriali.

E’ per questo che il tema acqua diventa sempre di più il paradigma da cui partire per definire un nuovo modello di società, dalle scelte dei consumi individuali fino alla gestione complessiva del ciclo idrogeologico.

L’Italia è il Paese europeo che consuma la maggiore quantità d’acqua pro capite con 980 metri cubi l’anno per ciascun abitante; negli usi domestici siamo ai vertici dei consumi europei, con 249 litri che scorrono ogni giorno nelle nostre case; nell’agricoltura siamo uno dei Paesi che consuma la maggiore quantità d’acqua per ettaro irrigato; inoltre siamo i primi consumatori di acque minerali al mondo.

L’inquinamento e gli sperperi (dovuti ad un’agricoltura intensiva, ad attività industriali inquinanti e ad usi domestici o dell’industria turistica irragionevoli) hanno fatto dell’acqua dolce una risorsa sempre più “rara”. Mentre negli ultimi 40 anni i consumi si sono triplicati, un miliardo e quattrocentomila persone oggi non hanno accesso ad una fonte di acqua potabile (e si calcola che nel 2020 saranno 3 miliardi).

Si apre così uno spettro di interventi dei movimenti molto vasto. Vediamo come priorità assoluta contrastare i tentativi di mercificazione e privatizzazione che arrivano dalle istituzioni internazionali (Omc, Banca Mondiale, Fmi), dalle direttive europee, dalle normative nazionali e regionali. Questi feroci attacchi al bene pubblico si inseriscono in una più vasta offensiva a tutti i servizi pubblici e allo stesso modello sociale europeo e nazionale.

Gli ultimi decenni sono stati contrassegnati da un assalto sconsiderato ai beni comuni dell’umanità. Il dogma della privatizzazione, proclamato dal sistema economico dominante, sta trasformando l’acqua, risorsa essenziale per la vita, da diritto di tutti gli esseri umani in bisogno sottoposto alle regole del mercato.

L’acqua, in Italia, rappresenta un terreno privilegiato di sperimentazione. Il modello Pubblico – Privato imposto per la gestione del servizio idrico integrato in molte città sta svelando le prime drammatiche conseguenze: aumento vertiginoso delle tariffe, scarsa qualità del servizio, peggioramento della qualità dell’acqua erogata, esclusione delle fasce più deboli, diminuzione occupazionale.

Contestiamo queste scelte, con una nuova consapevolezza: quella di essere parte di un movimento di dimensione planetaria, che dalle lotte in America Latina, in Africa e in India ci chiama ad aprire conflitti nel nord del pianeta.

Vogliamo, nell’ambito del Forum, andare oltre la denuncia e la testimonianza. Creare risposte e modelli alternativi per un governo pubblico, partecipato e capace dell’acqua in grado non solo di invertire la rotta dei processi di privatizzazione,ma di prefigurare nella concretezza delle esperienze l’alternativa di un altro modello sociale.

Per questo il Forum si è posto due obiettivi principali ambiziosi: la redazione di una proposta di legge di iniziativa popolare che riveda le normative sull’acqua, dalle questioni culturali ed ambientali alle alternative gestionali e la creazione di un osservatorio permanente sulla gestione in Italia del servizio idrico. Per questo chiediamo a tutte e tutti di aderire alla presente lettera e di moltiplicarne la diffusione e l’adesione nelle diverse realtà territoriali e non.

“Il commercio dell’acqua – dice un antico proverbio tuareg – porta alla miseria”

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