Editoriale: “20 anni di lotta e di speranza”

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di Vittorio Lovera (Attac Italia)

Gran bella sincronicità quella che celebriamo in questo numero (bellissima la copertina by Luisa Mortola, compagna e amica preziosa): 20 anni di Attac , 20 anni dalla grande, straripante adunanza di Genova contro il G8 e dal drammatico omicidio di Carlo Giuliani, ragazzo; 10 anni dalla grandiosa esperienza del referendum per l’acqua pubblica e il nucleare, quando la costanza e la creatività del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica e la determinazione dei territori impegnati in vertenze acquaiole, seppero far confluire in direzione univoca il consenso di oltre 27 milioni di cittadini.

E a noi la consapevolezza che esiste una maggioranza culturale del Paese che si ribella alle logiche di un trentennio di quel turbocapitalismo capace di infrangere ogni regola democratica, di pensare e realizzare “trattati commerciali” che ledono diritti, questioni ambientali, principi di precauzione, che introducono montanti diseguaglianze sociali ed economiche.

Succedono cose nella realtà esterna, le sincronicità appunto, in corrispondenza significativa di forti esperienze interiori. In quel lontano ma vicinissimo 2001, motivazioni interiori spingevano lungo tutto il pianeta milioni di giovani a scendere in piazza e a prendere parola.

10 anni dopo in Italia la motivazione interiore di 27 milioni di cittadini, diversi per ceto, età, composizione  sociale  (“dalle parrocchie ai centri sociali”) disvela a una politica totalmente cieca e arroccata sull’integrale sudditanza ai poteri finanziari, che i beni comuni (tutti i beni comuni) sono patrimonio intoccabile dell’umanità e non possono essere attenzionati da qualsivoglia logica mercantilista.

Da sempre considerata vera e propria “cerniera” tra le varie anime dei movimenti sociali, Attac ha sempre saputo praticare vie innovative e radicali ed essere l’incubatore di esperienze e vertenze. Per dirla con Michel Foucault “non esiste una sola cultura al mondo in cui sia permesso di fare tutto”: Attac ha sempre saputo identificare e proporre radicali denominatori comuni in cui diverse soggettività, con le proprie storie, le proprie pratiche e azioni, hanno ritenuto di poter temporaneamente convergere ed esercitare una comune cultura meticcia, fruibile e praticabile da tutte/i. Con il raggiungimento di alcuni dei momenti più alti delle vertenze dei movimenti in Italia.

Dal buen retiro di Certaldo (non saremo mai sufficientemente grati a Fiorella Bomè e Colin Du Liege per la squisita ospitalità in quel luogo incantevole) i vari Consigli Nazionali di Attac Italia hanno saputo risultare costanti “suggeritori di percorsi di convergenza”. La campagna Tobin Tax con oltre 70 associazioni nazionali coinvolte e oltre 178000 firme raccolte, segna l’inizio di una lunga marcia, che saprà affrontare dal basso e in modo partecipato e inclusivo, i temi della finanziarizzazione dell’economia, delle privatizzazioni, dei trattati commerciali, della mercificazione dei beni comuni. Attac Italia ha anche saputo costruire percorsi e pratiche di alternative concrete, con il Forum Consumo Critico di Milano, con strette collaborazioni con il mondo della finanza etica (le Mag, Caes, Banca Popolare Etica) e del mutualismo sociale, con le botteghe del mondo, con il consumo critico e l’agricoltura sociale; ha collaborato con i Gas e dato le gambe a Reti e Distretti di Economia Solidale, sempre in prima linea con i percorsi delle economie trasformative.

La grande manifestazione contro la direttiva Bolkestein ci diede ulteriore consapevolezza di come uniti si possa incidere.

E poi l’intuizione delle intuizioni: il visionario Severo Lutrario, allora legale rappresentante di Attac, propose al ns Cn di favorire ed attivare un percorso di confluenza di tutte le vertenzialità territoriali sull’acqua pubblica, in un unico soggetto rivendicativo, che divenne nel tempo il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua. E da lì, un’altra pagina di storia fondamentale, per l’acqua, per i servizi pubblici locali, per il nucleare, per i beni comuni.

Se Attac era già una rete internazionale, l’adesione a un’altra rete internazionale, il Comitato per l’annullamento dei debiti illegittimi (CADTM International) ha ulteriormente rafforzato il nostro operato sulla mistificazione dei debiti illegittimi, la trappola del debito, fino al punto di arrivare, a Napoli– operando congiuntamente e grazie all’alacre lavoro degli attacchini napoletani e della convergenza Massa Critica – all’istituzionalizzazione della prima Consulta sull’audit del debito e delle risorse del Comune di Napoli (presieduta dal Prof. Paolo Maddalena, ex presidente della Corte Costituzionale).

Tutto questo divertendoci un sacco, sempre attivi e curiosi, socializzando e superando assieme le delusioni e le sconfitte, sempre pronti a rialzare la testa e ripartire cocciuti e determinati, sempre con grandissima dignità e rifiutando le lusinghe delle scorciatoie della politica partitica. Per dirla con Ernst Bloch  “senza le strade interiori dello spirito non si può camminare eretti sulle strade esteriori del mondo”. E da vent’anni Attac Italia le attraversa fiera e con la schiena dritta, lottando su tutte le vertenze e le contraddizioni del nostro tempo.

L’ultima intuizione è proprio quella di un altro rilancio, non di scopo ma di sistema: provare a creare i presupposti, tutte/i assieme, di un’alternativa di società che sappia essere l’alternativa alla società del profitto. La Società della Cura.  “Pensare significa oltrepassare”. E noi l’abbiamo fatto, o almeno ci proviamo con determinazione.

In un anno di lavoro, intelligente, preciso, radicale, inclusivo abbiamo avuto l’adesione di oltre 400 associazioni nazionali e territoriali e oltre 1800 cittadini aderenti a titolo personale. Ci siamo scambiati storie, impressioni e opinioni, abbiamo prodotto un Manifesto collettivo, che sta viaggiando e diffondendosi anche in Europa, abbiamo prodotto – in tempi di lockdown – più eventi nazionali in oltre 40 piazze italiane, abbiamo ricevuto attenzione e riscontro dagli uffici del Papa, abbiamo prodotto – con un lavoro collettivo – il Recovery Planet –  senza precedenti  – che analizza e contropropone sulle 14 aree tematiche del PNRR. Stiamo lavorando ad una radicale riforma dell’attuale iniquo sistema fiscale; molti dei gruppi di lavoro che hanno elaborato il Recovery Planet si stanno autonomamente riconvocando (Gruppo Donne, Salute, Lavoro, Migranti e Pace e disarmo, Ecologia e Ambiente,  Agricoltura e allevamento, Infrastrutture sociali e welfare) e …se son rose, fioriranno: la seminagione è stata ottima ed abbondante.

Anche i gruppi locali di SdC si stanno impegnando con un lavoro paziente e capillare, è di ieri il webinar internazionale della SdC Torino 150 economisti chiedono alla BCE di cancellare i debiti sovrani”.

I cinque facilitatori di questo percorso di convergenza (Marco Bersani, Raffaella Bolini, Vittorio Lovera, Monica Di Sisto e Alberto Zoratti) stanno lavorando, assieme a molti altri, tra cui tutt% i portavoce del GSF 2001, perché il ventennale di Genova non sia solo necessaria memoria, ma sappia ricreare quel quid interiore che ci indigni e che sappia riaccendere la volontà di lotta e di speranza per una Società migliore, dove nessuno rimanga mai indietro e le diseguaglianze possano essere finalmente cancellate. Nella nostra due giorni genovese Genova 2021. Voi la malattia, noi la cura ci saranno due assemblee pubbliche: la prima nazionale (lunedì 19 luglio), la seconda internazionale (il 20). In particolare dalla prima ci aspettiamo una forte convergenza di obiettivi che sappia lanciare per l’autunno una grande manifestazione nazionale  dei movimenti sociali, per essere argine alle politiche neo-liberiste del governo Draghi.

“ Dobbiamo immaginare e costruire ciò che potremmo diventare” affermava Foucault, e noi vogliamo una Società che metta al centro la vita e la sua dignità, che sappia di essere interdipendente con la natura, che costruisca sul valore d’uso le sue produzioni, sul mutualismo i suoi scambi, sull’eguaglianza le sue relazioni, sulla partecipazione le sue decisioni. Tutte/i a Genova il 19-20 Luglio!!

Avendo vissuto tutte e tre le lotte e le speranze che celebriamo in questo Granello, concedetemi un brindisi liberatorio, sia per esorcizzare assieme un periodo drammatico che ha colpito durissimo anche tra noi e per lanciare l’auspicio che questa nuova avventura possa davvero essere la via maestra per cui lottiamo.

Negroni per tutte/i.

Brindisi.

Buona Estate.

Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 47 di luglio-agosto 2021:  “20 anni di lotta e di speranza

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