Attac Italia e la Società della Cura: le tappe percorse verso un’Alternativa di Società

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Editoriale di Vittorio Lovera (Attac italia)

Un ben ritrovati, di cuore.

Fin da primo lock-down la redazione del Granello ha optato per una linea editoriale incentrata sull’organizzazione di webinar tematici, le dirette di Attac Italia(Sanità, Mes -Bce- Eurobond, Commercio Internazionale, Trasporto pubblico, CdP, Riprendiamoci il Comune, Covid 19 e l’implosione del privato sociale, Questione debito, Critica al piano della task force Colao) e per la costante pubblicazione di articoli di approfondimento capaci di superare l’appiattimento dell’informazione mainstream rispetto alla pandemia, alle sue cause e alle misure necessarie per il suo stabile superamento. Un lavoro difficile e complicato che ha generato riscontri davvero positivi, riscontrabili dalle visualizzazioni del sito di Attac Italia e dei suoi social, cresciute esponenzialmente.

Abbiamo dovuto soprassedere alle uscite del Granello, ma siamo oggi pronti a ripartire con la pubblicazione del nostro bimestrale, da sempre fiore all’occhiello della nostra associazione.

Lo facciamo con un numero dedicato allo straordinario percorso della Società della Cura, “Recovery Planet: per la Società della Cura. Lo abbiamo ideato chiedendo contributi ai 5 facilitatori nazionali della convergenza  e a molti compagn* di questa straordinaria convergenza, da Gianna De Masi (No Tav – Controsservatorio Valsusa) a Akira Genovese (FridaysFor Future) e Marco Caldiroli ( Medicina Democratica) passando per Lea Melandri, Paolo Cacciari, Paolo Piacentini, Marco Deriu, Andrea Fumagalli, Nicoletta Pirrotta, Paolo Carsetti, Marco Schiaffino, Loris Caruso.

Per Attac Italia l’idea di ragionare su un’alternativa di società è un percorso che parte da lontano, al quale abbiamo dedicato, oltre acuta lungimiranza nel pensarla e promuoverla,  autoformazione, passione, dedizione e costanza.

Senza mai demordere.

L’Assemblea nazionale che sancisce l’adozione della “Società che vogliamo” quale prospettiva politica dell’Associazione, è quella svoltasi a Bologna il 1 Dicembre 2018 :

“Fuori dalla società del rancore: riapriamo l’orizzonte delle possibilità. Cambiare il presente, costruire il Futuro”.

“…perché non provare a costruire luoghi di confronto e di convergenza delle lotte, delle vertenze, delle esperienze e delle pratiche alternative, che si prefiggano, nelle forme nei tempi e nei modi che da questi usciranno, un appuntamento nazionale di incontro e confronto, per declinare tutte e tutti assieme “la società che vogliamo“, fuori dalla trappola del debito, dal razzismo e dalla precarietà, diritti, beni comuni e democrazia per tutt*?”

L’Università estiva 2019 La Società che vogliamo, affronta i temi Lavoro e welfare, reddito universale, rivoluzione ecologica, rivoluzione femminista, beni comuni, Europa sociale, Democrazia dal basso.

Nonostante la pandemia, riusciamo ad articolare in presenza (unica realtà tra tutti gli Attac europei) anche l’UniversAttac 2020 : La Società della Cura: workshop sulla depatriarcalizzazione della politica, la centralità dei territori nella società della cura, trasformazione ecologica, finanza per la vita e i diritti, lavoro-reddito-welfare, una tavola rotonda su “come uscire dall’economia del profitto”.

La Società della Cura, lanciata a giugno, con una lettera-invito di Attac Italia a tutte le realtà sociali possibilmente interessate e, da altre realtà di movimento, con il seguitissimo Pic nic  degli Stati Solidali in contrapposizione agli Stati Generali del governo Conte 2, è oggi uno spazio di convergenza dal basso che conta oggi oltre 360 realtà associative (nazionali e territoriali) e oltre 1000 aderenti individuali.

Da Ottobre, dopo la prima Assemblea Nazionale della Società della Cura (24 Ottobre ) abbiamo un Manifesto Valoriale condiviso, tradotto in 4 lingue e all’attenzione delle realtà sociali dei paesi europei (abbiamo appena appreso che è partita esperienza analoga in Svizzera); abbiamo organizzato – 21 Novembre –  una mobilitazione nazionale così coinvolgente da attivare ben 41 piazze nel Paese (a Roma, Piazza del Popolo), tutte simultaneamente collegate in diretta nazionale; da mesi abbiamo un appuntamento fisso on line (le partecipatissime plenarie del venerdì, dalle 17.30 alle 20.00); abbiamo lavorato per elaborare un piano di misure concrete di aiuti  “perché nessuno possa essere lasciato indietro” e il 22 Dicembre abbiamo consegnato alle istituzioni – in 25 differenti territori – Il dono di Natale: 175 mld disponibili subito.

Attualmente abbiamo costituito 14 laboratori tematici dai quali emergeranno le linee guida per il nostro Recovery Planet.

Prossima Assemblea Nazionale, sabato 6 Marzo, per valutazioni politiche sulla fase, ulteriormente peggiorata dopo l’insediamento del Commissario Draghi, per consolidare e organizzare il proseguo del percorso SdC, per ragionare sul come valorizzare e  potenziare il lavoro sui territori, per facilitare ulteriori convergenze (anche a livello Europeo), per confrontarci sulle scelte comuni di azioni e mobilitazioni da calendarizzare.

Alcune sono già da tempo condivise e  sincronizzate:

  • 28 Febbraio: iniziativa nazionale Black Live Matters
  • adesione al grande sciopero femminista dell’8 Marzo
  • 19 Marzo: sciopero globale per il clima promosso da Fridays For Future
  • 20 Marzo: Libera contro le mafie
  • 21 Marzo: giornata internazionale contro il razzismo
  • 22 Marzo: giornata internazionale dell’Acqua
  • 27 Marzo potrebbe quindi essere una data sulla quale incardinare un’iniziativa diffusa della Società della Cura.
  • 21 Maggio Global Health Summit
  • 12-13 Giugno: decimo anniversario vittoria referendum acqua e nucleare: Acqua, beni comuni, democrazia. Iniziativa nazionale SdC
  • 19-21 Luglio: ventesimo anniversario Genova. E’ stato richiesto a Sdc di coordinarne l’organizzazione. In collaborazione con SdC Liguria si sta pianificando calendario di incontri per un’ampia convergenza organizzativa.

Molto lavoro è stato fatto e i risultati sono molto significativi.

Ovviamente non basta.

Occorre accelerare la nostra capacità di mobilitazione concreta, di presa di parola incisiva e aggregante. “L’alternativa di Società è necessaria” e irredimibile ma deve fare i conti con il clima di “restaurazione” messo in campo dall’establishment economico finanziario.

Sì, perché nel frattempo siamo stati commissariati dall’Europa.

Questo il senso, nemmeno troppo recondito, del bipartisan Governo Draghi.

Il tentativo europeo di restaurazione dell’esistente è in atto e il laboratorio è proprio l’Italia. Le scelte dei paesi del Bacino del Mediterraneo (Portogallo, Spagna, Grecia, Italia) per tecnocrati e banchieri europei vanno attenzionate, tenute sotto controllo: cosa meglio del l’ex Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi al potere in Italia?

Dopo Napolitano (governo Monti) anche Mattarella ha scientemente lavorato alla creazione di un governo, solo apparentemente tecnico.

La direzione della rotta? Folle!

Il modello lombardo, alla prova della pandemia,  ha dimostrato tutta la sua fragilità?

Bene, adottiamolo su scala nazionale.

Torneranno in auge autonomia differenziata, finanziamenti in base ai Pil regionali, anche le aziende “zombie” verranno abbandonate: nella nuova Sparta solo i forti verranno aiutati!

Se in Lombardia ricompaiono la Moratti e i Bertolaso, il nuovo Direttorio Draghiano riparte dal berlusconismo più gretto (Brunetta, Gelmini, Carfagna) con il leghista Giorgetti, uomo forte di Confindustria, allo Sviluppo Economico. Nel suo discorso al Senato, Draghi, l’uomo delle Banche e delle privatizzazioni selvagge, ha gettato le basi per un piano almeno decennale di interventi “urgenti”, facendoci comprendere chiaramente la totale occupazione di spazi di questa svolta autoritaria, i tempi, le dimensioni e le aspettative di questo blitz restauratore. Che, con lo sdoganamento delle destre, sposterà gli equilibri futuri in tutt’Europa. Il tutto nel silenzio tombale del Pd e di tutto il movimento sindacale classico.

Il nuovo ministero della Transizione Ecologica – ulteriore genialata grillina – affidato a un fisico “bagarino”, da sempre vicino ai poteri forti, consentirà una gestione dei fondi del PNRR unidirezionale. Draghi e i tecnici, più Giorgetti (Confindustria) e Cingolani, avranno potere assoluto su tutto il tesoretto dei fondi, al popolo spetteranno solo gli oneri delle “condizionalità”. Sud abbandonato a sé stesso, anche nella rappresentanza, la questione di genere totalmente tralasciata e affidata a “caricature” del berlusconismo.

L’esatto opposto della Società della Cura.

Hanno capito che il ritorno alla precedente normalità (la loro) è il problema, e hanno immediatamente messo in campo le corazzate. Ma, devono sapere che no pasaran: indici di borsa e dati epidemiologici sono il problema, loro sono il morbo letale e la Società della Cura, “l’alternativa di società”, l’antidoto, l’unico vaccino possibile. In Italia, come in Europa e nel mondo.

Non sarà un pranzo di gala, ma nei modi sanciti dalla Costituzione, conflitto sociale e mobilitazione permanente sbarazzeranno il campo da chi ci ha condotto fino a questo punto di non ritorno. Perché nessun* può essere lasciato indietro, perché la cultura di Atene trionferà ancora una volta sui guerrafondai di Sparta.

Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 45 di marzo-aprile 2021:  “Recovery PlanET: per la società della cura

 

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